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Lenti a contatto negli adolescenti. Come usarle?

Nonostante ci sia un’elevata percentuale di giovani che ha bisogno di una correzione delle vista, meno di 1/3 degli adolescenti europei usa lenti a contatto.

Si potrebbe pensare che gli adolescenti non siano motivati all’uso delle LAC (lenti a contatto), o che non conoscano questa possibilità di compensazione ottica.

Uno studio effettuato in Spagna e Portogallo tra genitori e adolescenti, ha dimostrato che il 78% degli adolescenti è particolarmente motivato all’uso delle LAC. Ritengono che sarebbe una soluzione efficace e sicura per il loro problema di visione, che apporterebbe dei vantaggi rispetto all’uso di occhiali oltre a migliorare l’estetica. I genitori vedono invece nelle lenti a contatto una seria minaccia per la salute degli occhi dei loro figli; tuttavia queste credenze, non trovano fondamento su informazioni attendibili.

La maggioranza della letteratura scientifica non attribuisce una maggiore incidenza di disturbi importanti negli adolescenti. Probabilmente questa idea trae origine da una mancanza di informazioni ed esperienza, con risultato che la maggior parte della popolazione adolescente non considera le lenti a contatto un’alternativa alla propria ametropia. Per questo l’oculista ha un ruolo fondamentale quando si tratta di informare, consigliare e raccomandare, giacché i genitori ne rispettano l’autorità ed i suoi consigli saranno tenute in considerazione. Inoltre, dovrebbe istruire i genitori sui benefici dimostrati nell’uso delle lenti a contatto (migliorano l’autostima, la percezione estetica di se stessi, una maggiore efficienza nello sport …).

L’età media per la quale gli specialisti cominciano a prescrivere LAC è a 13 anni, nonostante l’evidenza suggerisca che anche bambini più piccoli sono indipendenti per quando riguarda l’uso di LAC. L’età non deve essere uno dei fattori su cui basarsi al momento di stabilire se un bambino è un candidato idoneo per le LAC. La motivazione e la maturità del bambino, unitamente all’impegno della madre, rappresentano fattori assai più decisivi di cui tenere conto per stabilire se a un bambino possano o meno essere applicate le LAC. Un’altro fattore importante è l’entità dell’ametropia, perchè maggiore è il difetto e maggiore la qualità visiva ottenuta con le LAC rispetto agli occhiali.

Le lenti morbide sono meglio tollerate rispetto alle gas permeabili, pertanto le lenti morbide monouso giornaliere e a ricambio frequente si sono entrambe imposte come un’opzione di successo per i bambini.

Applicare le LAC ai bambini è più facile di quanto ci si potrebbe attendere, anche se i più piccoli richiedono tempi di seduta lievemente superiori rispetto agli adolescenti. Entrambi sono in grado di occuparsi autonomamente delle proprie lenti a contatto e con livelli di compliance elevati; tuttavia è necessario ripetere le istruzioni, soprattutto con i bambini più piccoli.

Gli eventi avversi sono rari fra i bambini che portano le LAC e le probabilità di interruzione del loro uso è meno probabile nei bambini piccoli rispetto agli adolescenti e ai giovani adulti.

Il gruppo CLAY (Contact Lenses and Youth) ha valutato i fattori di rischio nei portatori di lenti morbide. Nei giovani dagli 8 ai 13 anni è stato correlato un basso rischio di patologie infiltrative corneali rispetto agli adolescenti e ai giovani adulti; inoltre un nuovo studio sui fattori di rischio per cheratite microbica da lenti a contatto monouso giornaliere ha dimostrato che visite di controllo più frequenti, rappresentano un fattore protettivo verso le infezioni gravi.

I recenti progressi compiuti nel controllo della miopia hanno alimentato un interesse ancora maggiore nei confronti della procedura di rimodellamento (reshaping) corneale durante il porto notturno (ortocheratologia). Lo studio COOKI (Children’s Overnight Ortokeratology Invastigation) ha dimostrato che i bambini possono percepire una visione nitida per tutto il giorno indossando lenti da rimodellamento corneale durante il sonno senza manifestare eventi avversi nell’arco di un periodo temporale di 6 mesi. Due studi, LORIC (Longitudinal Ortokeratology Research in Children) e CRAYON (Corneal Reshaping and Yearly Observation of Nearsightedness), hanno preso in esame il controllo della miopia mediante l’utilizzo di lenti a contatto ortocheratologiche, riscontrando che le lenti rallentano la crescita dell’occhio circa del 50%. Non è tuttavia stato eseguito uno studio clinico randomizzato volto a determinare i reali effetti delle lenti a contatto da ortocheratologia sulla crescita dell’occhio. Pur essendo l’ortocheratologia efficace, vi possono essere potenziali limitazioni; come il rischio di sviluppare cheratite microbica, rischio correlato all’uso notturno di qualsiasi tipo di lente a contatto.

I bambini e gli adolescenti di ogni età dovrebbero quindi avere l’opportunità di provare le lenti a contatto, che dovrebbero essere presentate loro il prima possibile, con un corretto training, perchè possano godere dei numerosi e significativi benefici derivanti dall’ottima qualità visiva che si ottiene con l’utilizzo delle LAC.

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